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Noisey 9 Ottobre, 2017

Fabio Fazio non ha capito niente di Ghali

Uno degli show (in teoria) più progressisti nel catalogo della TV italiana non ha ancora capito niente di una cultura che fa muovere il culo di milioni di ragazzi italiani.

Il motivo è molto semplice: è necessario che affinché il rap venga sdoganato e accettato a più livelli questo genere venga raccontato al grande pubblico per quello che realmente è: nudo e crudo. “Album” di Ghali è un disco eccellente: prodotto da uno dei producer migliori della nuova scuola italiana. Ghali ha una cura per i dettagli e per la sua immagine impeccabile, rendendo tutto il suo immaginario facilmente accessibile e godibile.

Invece NO. Nella serata di ieri, le uniche parole pronunciate sull’album sono state un concentrato di retorica stucchevole. Saviano ha dipinto l’idilliaca immagine di bambini (figli di leghisti) che saltano all’urlo di “Salam Aleikum”, mentre Fazio ha parlato “dell’artista che lotta per lo Ius Soli”. In pratica si è caricato di significato un album che, questo significato, non lo ha. O almeno non ce l’ha in questi termini così semplicistici.

Tutta la poetica di Ghali è legata alla sua storia personale: parla del suo rapporto con la madre e della mancanza del padre, parla del vivere in periferia, della propria condizione sociale. Perché aggiungere dei significati solo per giustificare la sua presenza in TV? Senza considerare che—proprio per un mero dato—la canzone in cui Ghali tocca temi più sociali, se così vogliamo definirli, è “Wily Wily”, che nell’album non è nemmeno presente. Album non è un album di critica sociale. E va benissimo così.

Il fatto che Ghali sia tunisino è banalmente contingente nella storia che racconta, che è la storia di un ragazzo che per mille motivi si è sentito emarginato dalla sua città, Milano, con i locali che lo balzano e le tipe che lo snobbano.

Quindi: se Ghali merita di andare in prima serata davanti al pubblico più generalista possibile—e lo merita eccome—, è perché è un artista completo, che fa bene alla musica rap e pop.

Usare la sua musica come feticcio di una diatriba d’attualità e caricarla di un significato a compartimenti stagni (“Ghali è il rapper pro Ius Soli”) significa che uno degli show (in teoria) più progressisti nel catalogo della TV italiana non ha ancora capito davvero niente di una cultura che fa muovere il culo di milioni di ragazzi italiani.