Persone

X Factor 2020: la sofferenza normalizzata con N.a.i.p

N.a.i.p, ovvero Michelangelo Mercuri, cantante in gara nella squadra Over Uomini di Mika, porta la (in)sofferenza in prima serata, con il brano Partecipo

Una sofferenza a tratti disperata, che rappresenta una delle più comuni emozioni umane. Così difficile da accettare nella propria vita, figuriamoci in prima serata su uno dei principali canali televisivi.

A tratti l’esibizione è quasi fastidiosa, quel fastidio che però ti fa venire voglia di approfondire, di continuare a guardare e chiederti dove vuole arrivare e se ce la farà ad arrivarci. A un certo punto non capisci più se fa sul serio. 

“I vostri momenti vuoti e magici, il vostro sorriso forzato, la vostra gioia appuntita”

Con queste parole N.a.i.p sembra rivolgersi al pubblico che lo guarda e prendersene intelligentemente gioco, da lì l’(in)sofferenza a cui accennavo prima.

In realtà, continuando ad ascoltarlo e osservandolo si prova una grande empatia. Chi non si è mai sentito disperato? Chi non avrebbe avuto voglia di urlare il suo malessere come ha fatto Nessun Artista In Particolare? Per lo più su un palco di fronte a milioni di persone?

N.a.i.p ha tutta l’aria di essere una persona che le emozioni le vive a pieno e non solo, ha avuto la faccia di bronzo di portarle in prima serata. Ci ha servito questo piatto, anche se non avessimo voluto assaggiarlo.

E’ riuscito a farci assaporare qualcosa che nuovo non è, perché queste emozioni sono antiche come l’uomo, ma di nuovo c’è che le ha normalizzate.

Supportato da un Mika che in qualche modo, grazie a lui, riesce a rivelare altri aspetti di sé. Un Mika che probabilmente con un allievo come N.a.i.p è obbligato a sfidarsi e fare parecchi passi in avanti, nonostante la sua carriera internazionale e decennale. 

“Se N.a.i.p vince la finale la sua impresa diventerebbe la presa della Bastiglia della musica pop”

Leggo frasi di questo tipo in giro sul web. Si può tranquillamente affermare che Michelangelo abbia aperto una fessura più che nella musica pop, nella nostra cultura mediatica.

Complimenti a Mika che l’ha supportato, che l’ha fatto esprimere e non l’ha limitato. Anche per questo ci vuole coraggio. Per essere se stessi ci vuole coraggio.

Che questo possa essere un non troppo timido incitamento all’inizio di una cultura mediatica nuova e veramente inclusiva. Una cultura in cui tutte le emozioni vengono trattate alla pari, in modo che anche noi, spettatori in questo caso, possiamo sentirci più liberi di essere noi stessi.

“Tu sì che sai vivere la vita”

E’ così che Mika alla fine dell’esibizione si rivolge a N.a.i.p.

N.a.i.p che canta Partecipo al quinto live

Un N.a.i.p che ha tutta l’aria di aver capito come ogni emozione abbia un valore e in quanto tale sia una fonte di ricchezza, che va condivisa.

La sofferenza è un’emozione che non va repressa, ma va ascoltata e vissuta proprio come la gioia, altrimenti il rischio è quello di vivere a metà.

E a metà ci si sente un po’ incompleti. 

Lascia un commento